La storia

LA STORIA DELL'IMPIEGO DELLE ROCCE NELL'EDILIZIA

Fin dalle più remote epoche della storia, sono stati numerosi i materiali impiegati dall'uomo per le costruzione di ogni tipo: i 'resti' a noi pervenuti ce ne offrono testimonianza e ci permettono di osservare che l'impiego di questi materiali nei diversi Paesi, è stato sempre condizionato dalla natura litologica del luogo.
In tutti i continenti si trovano resti di monumenti di 'pietra', testimoni delle più antiche civiltà. Basta ricordare i monumenti degli antichi popoli celti, monumenti sia rituali che funerali, costituiti da lastroni di pietra piantata nel terreno, sui quali poggiavano altri lastroni formando quasi una tavola ( i dolmen ), oppure semplici pietre appena sbozzate, infisse verticalmente nel terreno con funzioni rituale ( i menhir ).
L'uso della 'pietra' per opere monumentali ebbe grande sviluppo presso Egizi ( le Piramidi ); presso i Greci e i Romani che usavano metodi di escavazione e lavorazione più progrediti.
La classificazione delle rocce è basata su un criterio generico, che tiene conto del modo e dei fenomeni mediante i quali esse hanno avuto inizio; in base a ciò, le rocce vengono distinte in tre grandi classi:
ROCCE ERUTTIVE ( o endogene )
ROCCE SEDIMENTARIE ( o stratificate od esogene )
ROCCE METAMORFICHE ( o scistoso-cristalline )
Va ricordato che l'insieme dei processi che portano alla formazione del materiale lapideo e terrigeno è detto 'ciclo delle rocce' per cui una qualsiasi roccia appartenente ad una classe può trasformarsi in una roccia di un'altra classe in seguito a trasformazioni chimico-fisiche o meccaniche.
Le rocce eruttive, dette anche ignee o endogene, sono di origine profonda e si formano per solificazione dovuta a raffreddamento di magma fluido, ossia di masse fuse di costituzione molto complessa, a prevalenza silicatica.
Sono dette ignee per lo stato di incandescenza del magma quasi mai inferiore ai 900°C.


LE ROCCE ERUTTIVE

Si dividono in intrusive ( rocce consolidate lentamente che non hanno mai raggiunto la superficie terrestre: es. graniti, sieniti, dioriti e gabbri ) e effusive ( rocce consolidate rapidamente per effetto del magma travasato all'esterno sia sulla superficie terrestre che marina; es. porfidi, trachiti, lipariti e basalti ).


LE ROCCE SEDIMENTARIE

Dette anche stratificate od esogene, hanno origine dalle sedimentazione o deposizione di particelle provenienti dall'alterazione chimico-fisico ( calcari, dolomite, alcari organogeni etc. ) e disgregazione meccanica di rocce preesistenti ( brecce, puddinghe, arenarie, marne ).


LE ROCCE METAMORFICHE

( o scistoso-cristalline ) si originano per 'metamorfosi', cioè trasformazione anche profonda di rocce preesistenti, sia eruttive che sedimentarie ( gneiss, filladi, micascisti, argilloscisti etc. ); una menzione a parte meritano i marmi definiti, dai geologi e petrografi, calcari cristallini, saccaroidi, non scistosi.


GRANITO

Il granito è una roccia composta eruttiva acida di colore prevalentemente chiaro i cui componenti essenziali sono quarzo, mica nera, biotite; il colore varia da bianco ( g. Bianco di Alzo, g. di Montorfano), al bianco-grigio ( g. dell'Isola d'Elba, g. del Giglio, g. di S. Fedelino), al rosa ( g. di Baveno, g. edla Maddalena, g. di Tula), al rosso ( g. Rosso Imperiale ).
La struttura, detta granitica, è olocristallina e granulare; il grado di cristallizzazione, l'uniformità della grana, le caratteristiche fisiche e chimiche dei minerali essenziali della roccia, impartiscono alla stessa un'ottima resistenza alla compressione ( variabile da 1000 ai 2500 Kg/cm2 ), una notevole durezza e, conseguentemente, una grande resistenza all'usura ed una durabilità molto elevata. Sono meno lavorabile dei marmi e dei calcari, però, se lucidati, assumono una brillantezza più duratura. Resistono bene alle sollecitazioni meccaniche, usurandosi uniformemente sotto l'azione del calpestio: vengono impiegati nelle pavimentazioni di ingressi, corridoi etc.
Il granito, oggi, viene massimamente utilizzato in edilizia per rivestimenti esterni di facciate, per rivestimenti interni di saloni, androni, corridoi, soglie, graniti per le scale; per pavimentazioni d'interni, anche ad uso commerciale, per l'edilizia funeraria.


PORFIDI

Sono rocce eruttive effusive, paleovulcaniche, molto acide. Hanno una struttura detta 'porfirica', cioè formata da fenocristalli ( grassi cristalli ) di quarzo, felspato potassico, plagooclasi immersi in una pasta microcristallina e/o vetrosa. Il colore, generalmente rossastro o bruno-rossastro, è dovuto a pigmento ferrico o ferroso. Sono rocce dotate di ottime caratteristiche tecnologiche, meccaniche e di durabilità verso gli agenti atmosferici e sono classificate , in base al criterio della segabilità, come rocce durissime. Le lavorazioni di taglio e di lucidatura di queste rocce sono estremamente difficoltose, per cui sono le più costose.
I porfidi sono impiegati, data la loro ottima resistenza all'usura e per l'irregolarità della superficie, nelle pavimentazioni stradali su letti di sabbia, sotto forma di 'cubetti' ed anche 'lastrame'. Vengono anche usati, dopo frantumazione, come pietrisco per calcestruzzi per pavimentazioni stradali o per massicciate ferroviarie etc.
Tra i principali ricordiamo il porfido di Gleno ( Alpi bergamasche ), il porfido del Trentino ( Bolzano e Trento ) con caratteristiche e durabilità rilevante.


GNEISS

Gli gniess sono rocce scintoso-cristalline derivate del metamorfismo dinamico di rocce sia endogene che esogene. Sono conosciuti commercialmente come sarizzi, ghiandoni, beole. Hanno ottime caratteristiche tecnologiche, la resistenza a compressione, normalmente ai piani di scintosità, è compresa tra 900 e 1800 Kg/cm2; la durabilità è uguale a quella delle rocce eruttive.
Sono impiegati in edilizia, in lastre lavorate o a spacco, per rivestimenti e zoccolature esterne di edifici, per stipidi di porte e finestre etc.; come pietra concia per la costruzione di muri perimentali, contrafforti di autostrade e ferrovie.


MARMI

I marmi, dai geologi e dai petrografi, sono denominati calcari cristallini metamorfici, saccaroidi derivati dal metamorfismo regionale o dinamico o termico; sono formati da calcite cui spesso sono associati minerali accessori autigeni ( impurezze ). Erroneamente viene utilizzato, nel linguaggio comune, il termine marmo per indicare una qualsiasi roccia usata nell'edilizia. Riportiamo di seguito, per grandi linee, i marmi più significativi: marmi bianchi ( Statuari ), sono privi di pigmentazione o la possiedono in quantità trascurabile. Hanno struttura saccaroide con grana molto fine, compatta, scolpibile e traslucida; marmi brecciati, policromi di origine metamorfica di brecce calcaree tettonizzate; qualitativamente le migliori sono quelle a sfondo bianco, seguono quelle a sfondo bianco-giallognolo.
I marmi arabescati sono caratterizzati da una specie di ornamento o decorazione naturale della superficie.
Il bardiglio, tipico marmo apuano, è un saccaroide, con fondo di colore fra il cenere e l'azzurrognolo dovuto a tracce di pigmentazione di natura organica la cui presenza lo rende un ottimo materiale decorativo adatto solo per interni.
Il Cipollino è un marmo saccaroide fondo bianco con striature o zone di colore verde ad andamento rettilineo, curvilineo o ondulato.
La colorazione della roccia è uno degli elementi importanti che ne esalta la qualità. Il colore grigio-nero è dovuta alla presenza di pigmenti organico-carboniosi che possono alterarsi nel tempo per ossidazione.
Il colore rosso è dovuto alla presenza del minerale 'ematite' ( ossido di ferro con ferro trivalente ), mentre il colore verde ad ossido di ferro ( ossido ferroso con ferro bivalente ); la colorazione gialla alla presenza di 'limonite' ( ossido di ferro idrato ). In alcuni calcari si possono presentare delle sfumature o delle zone rosa-violetto, laddove sia presente maganese sotto forma di silicato e carbonato ( le rocce di questo tipo, commercialmente, sono indicate col nome di 'fiori di pesco' ).


CALCARI ORGANOGENI

Sono rocce derivanti dall'attività di organismi animali ( raramente vegetali ) e dall'accumularsi delle loro spoglie in fondo ai mari o nelle zone occupate in epoche geologiche antichissime; il carbonato di calcio rappresenta il componente minerale preponderante che, unitamente ai resti animali, forma potenti strati di rocce calcaree pure o impure ( con un valore di carbonato di calcio pari al 50% ).
La pietra di Finale ( Savona ), calcare con fossili visibili, di colore variabile dal bianco al rossiccio, viene usata come materiale da rivestimento non molto pregiato. La pietra di Vicenza ( monti Lessini e colli Iberici ) è un calcare di colore variabile da bianco/grigio a giallo paglierino; presenta buone caratteristiche di durevolezza ed è usata per esterni. Ha la peculiarità di 'indurire' nel tempo, per cui è utilizzata per confezionare oggetti ornamentali per esterni.
I gialli e rossi di Verona sono caratterizzati da fossili di tipo ammonitico, a volte anche di dimensioni notevoli. Il colore di fondo può essre biancastro, rosso, giallo. Contengono tutti una certa quantità di argilla, per cui il loro impiego deve essere limitato all'esterno. Se esposti agli agenti meteorici tendono a sgretolarsi formando screpolature e a sbiadire.
Dal punto di vista commerciale vi sono diverse varietà fra le le quali il Broccato ( rosso, di grande effetto decorativo e quindi pregiato, impiegato prevalentemente all'interno); l'Aurisina ( calcare organogeno molto compatto di colore grigio-terra con piccole macchie più scure, impiegato sia all'esterno che all'interno ), Il Repen ( calcare di scogliera, con le stesse caratteristiche dell'Aurisina, non ha limiti nell'impiego ), il Botticino ( bresciano, calcare organogeno cristallino compatto, leggermente metamorfosato, con buone caratteristiche tecnologiche, colorazione di fondo bianco-crema a tonalità, a volte più scura; impiegato nell'edilizia civile e religiosa sia all'esterno che all'interno ), la Pietra di Trani ( calcare discretamente compatto, tinta più o meno chiara ed unita su cui risaltano i fossili, impiegato sia per esterni che per interni ), i Neri e Neri Assoluti ( calcari compatti che, pur avendo discrete caratteristiche tecnologiche, hanno poco durabilità a causa della pigmentazione di natura organica che può degradarsi per ossidazione, producendo uno schiarimento più o meno intenso della superficie ) è impiegato soprattutto nell'edilizia religiosa e per lavori architettonici.

A cura del dott. Mario Curcio
Studio di geologia applicata